Aura Conte, un'autrice che ha puntato su se stessa.

Aura Conte è un'autrice molto conosciuta sui social network e nell'editoria digitale, soprattutto perché ha deciso (e a ragione) di puntare su se stessa, sulle sue qualità, sulla sua fantasia, sulla sua creatività, sulla sua grande intraprendenza, aprendosi un varco arduo, ma interessante. Scrive da molto tempo, in particolare genere chick lit e commedie romantiche, storie erotiche e storie d'amore, spesso in coppia con un'altra autrice (Connie Furnari) oppure da sola e ha sempre dimostrato quanto essere self-publisher, al giorno d'oggi, fosse un buon metodo per diventare una scrittrice stimata e seguita (oltre che venduta!) 

In questa intervista ho pensato di farle qualche domanda circa il suo percorso editoriale fino a qui, perché è di ottimo esempio per tutti quegli scrittori che pensano di pubblicare soltanto con case editrici, in quanto, purtroppo, il “self-publishing” viene ancora molto sottovalutato e spesso svalutato dai conservatori del settore. I tempi sono cambiati, amici!, sono cambiati, eccome!

Da quando l'avvento del digitale ha surclassato il mercato tradizionale, persino l'editoria ha subìto una rivoluzione, in quanto sempre più autori, giovani, magari emergenti, ma anche nomi già conosciuti, hanno scelto il self-publishing e la via del “digitale”, facendo da sé, spesso diventando dei diretti concorrenti degli editori. Aura Conte ne è un esempio lampante, perché è un'autrice molto prolifica, molto interessante, che vende, che scala le maggiori classifiche di Amazon (considerata ad oggi la prima piattaforma di e-commerce nel mondo) e si è fatta conoscere e apprezzare perché ha un talento indiscusso soprattutto per quel che concerne la commedia romantica. Io l'ho letta diverse volte e vi posso assicurare che è un'artista che sa il fatto suo, ma parliamo direttamente con lei.

Ciao Aura, grazie per aver accettato di rispondere alle domande per questa mia intervista. Ti vorrei chiedere in primis quando hai iniziato a scrivere e quale è stata la tua prima opera.

RISPOSTA:

Ciao, grazie a te per questa intervista! Ho iniziato a scrivere per bene durante la mia adolescenza, tra la fine degli anni ’90 e inizio 2000. Un importante periodo di cambiamento a livello tecnologico, vista la nascita delle prime piattaforme di blogging, forum e chat. Proprio utilizzando questi nuovi mezzi di comunicazione, ho condiviso le mie prime storie. A venticinque anni circa, ho però deciso di lanciarmi e pubblicare ufficialmente il mio primo libro “Purpureo: Re-birth”, un fantasy/horror a tratti divertente.


Sei sempre stata una self-publisher o hai pensato di proporti anche a case editrici?

RISPOSTA:

No, nel 2009 non esisteva ancora il self come lo intendiamo oggi, per pubblicare un libro per bene anche in ebook era necessaria una CE e un codice ISBN (ai tempi, disponibili solo per case editrici e determinate associazioni). Tuttavia, dal 2016 sono una self-publisher e attualmente, soltanto uno dei miei libri è in pubblicazione con una casa editrice (La sposa del capitano, Libro/mania 2017). In tutta onestà, però, preferisco gestirmi da sola. Mi piace conoscere in tempo reale come va un libro, decidere copertina e titolo, avere l’ultima parola su tutte le possibili modifiche, scervellarmi con la distribuzione e così via. Forse sono un po’ masochista. In poche parole, adoro il self publishing.


Perché, secondo te, oggi gli autori dovrebbero puntare sul self-publishing?

RISPOSTA:

Per due motivi: il primo per testare il terreno e avere un riscontro “diretto” con i lettori. Il secondo, perché non c’è nulla di male ad autopubblicarsi e non va considerata come “l’ultima spiaggia”. Non lo è. Il self publishing è un inizio o una buona scelta/opzione... anche se gestirsi da soli è molto stressante.


Che gusto c'è a fare “concorrenza” agli editori tradizionali? (Alcuni editori, tra l'altro, hanno pure poco di tradizionale, perché sono privi di distribuzione e si appoggiano ad Amazon come i self-publisher, con la sola differenza di offrire un marchio e i servizi editoriali che di diritto spettano a ogni libro da pubblicare per gli autori).

RISPOSTA:

Un po’ di gusto c’è, perché alla fine facciamo tutti parte dello stesso mondo editoriale... il quale è un bel po’ competitivo. Conosco autori che sono molto più bravi di qualsiasi tipo di CE a livello di promozione e social media.


Cosa consigli agli autori che vogliono intraprendere la strada del self-publishing? Qual è il primo passo da compiere?

RISPOSTA:

Prima di intraprendere questa strada è il caso di esserne sicuri, di essere pronti a stressarsi. Il mondo del self (soprattutto al femminile) non è una passeggiata. C’è molta competizione, perché utilizzato da tantissimi autori che non si creano problemi ad affossare gli altri per emergere. Organizzare ogni minuscolo dettaglio prima di una pubblicazione è la chiave del self, oltre ad avere un buon correttore di bozze (umano) e almeno due beta-readers.


Oggi cosa significa essere “imprenditori di se stessi”, reinventarsi con la scrittura, con il digitale, diventare degli influencer o anche degli autori del proprio percorso?

RISPOSTA:

Significa essere stressati ma liberi di gestire a proprio piacimento vita personale ed editoriale. Significa anche che qualsiasi sbaglio ricade su di te e non puoi prendertela con qualcun altro. Il digitale è una nuova via per trovare il proprio posto nel mondo, facendo ciò che si ama.


Raccontaci come si svolge una tua giornata tipo: scrivi, ti promuovi, sei sui social, ti fai notare, cerchi dei confronti? Come lavori, settimana dopo settimana?

RISPOSTA:

Vivo di giorno in giorno, seguendo liste che scrivo a tarda sera sia settimanali che giornaliere, per non dimenticare “le cose da fare”. Vado avanti così anche durante la stesura dei miei libri, con scalette varie. Per quanto riguarda i social mi piace farne parte ma non abusarne. Condivido le mie ultime pubblicazioni e foto ma fino a un certo punto. Sono un po’ eremita, preferisco scrivere le mie storie che essere troppo “social”.


Che genere letterario di solito preferisci scrivere e per quale ti senti maggiormente portata? E poi, invece, quale vende maggiormente?

RISPOSTA:

Senza dubbio mi diverto tantissimo a scrivere commedie romantiche di ogni tipo e sotto-genere. Ho iniziato e continuo a farlo, perché ho bisogno come scrittrice e lettrice di positività e di rilassarmi, per problemi personali. Però quando torno alle origini, ovvero a storie Fantasy/Horror, mi libero... non riesco a frenarmi. I generi che hanno maggior riscontro sono due: commedie e romantic suspense. Questi ultimi sono belli da scrivere ma alla fine, ingabbiano… le tematiche da trattare sono sempre le stesse e non mi sento sempre libera, quando li creo.


Un ultimo consiglio a chi ci leggerà: il metodo migliore per fare carriera in questo percorso da self-publisher.

RISPOSTA:

Avere una buona presenza online, visto che il mezzo chiave del self publishing. Studiare tantissimo e di tutto, dalla grammatica al marketing. E soprattutto... divertirsi, senza prendersi troppo sul serio.


Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per la tua carriera!

RISPOSTA:

Grazie a te e per l’intervista!!! Un abbraccio!

La foto è stata fornita per gentile concessione dell'autrice.

 

Tiziana Iaccarino.

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