Scegli il tuo obiettivo prima ancora di scrivere una storia.

Se potessi tornare indietro, al passato, a ciò che ero e che facevo, ma soprattutto che volevo fare, soprattutto quando intendevo scrivere una storia, mi sarei detta tante cose, ma la principale è una: scegliere l'obiettivo preciso.

Quanti scrittori – o aspiranti tali - si mettono a smanettare su una tastiera seguendo l'istinto, il sentimento, la voglia di sognare, di creare, di inventare fantasiosamente una storia senza prendere una direzione precisa?

Tanti.

Ve lo dico io.

Tanti, almeno a giudicare ciò che si legge in giro. 

SCEGLI L'OBIETTIVO DA SUBITO.

Una cosa che fanno in pochi è scegliere l'obiettivo da raggiungere ancor prima di scrivere un romanzo ovvero porsi questa domanda: cosa voglio farci con questa storia? Dove voglio portarla o dove voglio che arrivi?

Se si riesce a rispondere a questa domanda, si è già a buon punto. Se, invece, non si conosce la risposta, perché si è animati dall'entusiasmo della scrittura, allora direi “Scrivete, cominciate, ma poi... scegliete, programmate il vostro obiettivo, e che sia uno e preciso”.

Perché dico questo?

Perché tanti scrittori – o scribacchini, che odiano tra l'altro sentirsi definire tali – alla fine dei conti, dopo aver faticato tanto nella scrittura, revisione, preparazione e programmazione di una pubblicazione non sanno cosa farci con quel libro.

A chi lo mando? Chi dovrebbe leggerlo? Chi può valutarlo? Chi può darmi un'opinione seria e concreta? Chi può aiutarmi con la pubblicazione? Ma poi, il testo è pronto a essere pubblicato o manca qualcosa? Domanda che, tra l'altro, non si pone quasi mai nessuno per la fretta di vedere il proprio testo in carta e inchiostro tra le mani.

Cosa voglio da questo libro? Cosa mi deve offrire? Cosa cerco?

Gloria o denaro? Voglio essere notato o guadagnarci qualcosa?

Entrambe le opzioni?

Ecco, nel momento in cui stilate questa lista di domande su un quadernetto degli appunti e rispondete a ognuna, avete cominciato a porvi degli obiettivi, quindi a capire cosa volete fare con la vostra opera e dove volete arrivare. Ma soprattutto cosa volete che essa vi dia. 


 Fonte foto: pixabay.

DUE STRADE E UNA DA SCEGLIERE.

Un buon libro, scritto bene, intendo, può farvi scegliere tra due strade: notorietà – se siete fortunati – o guadagno.

Pensate che le due cose vadano a braccetto? Non sempre. Far notare un libro, porre una minima attenzione generale, riuscire a farsi recensire o a instaurare il famoso meccanismo del passaparola è cosa ben diversa dalla vendita finalizzata al solo guadagno.

Se si vuole soltanto guadagnare da una storia, non ce ne frega niente in mano a chi finisce, chi la legge, chi ne parla, chi ne sparla, chi la recensisce. Se saprete costruire un buon piano editoriale e di marketing finalizzato alla sola vendita tutto il resto deve interessarvi ben poco.

I casi in cui entrambi gli obiettivi: la notorietà – quella di un certo livello, intendiamoci! - e il denaro vanno di pari passo, sono davvero rari, elitari, ovvero limitati a pochi fortunati o ai soli raccomandati.

COSA VOLETE DAL VOSTRO LIBRO? 

Se volete che il vostro libro sia apprezzato per ciò che vale la vostra scrittura e non avete altro fine, allora metteteci l'anima e sappiate condurlo per mano dove vi porterà così da farlo conoscere in giro. Anche se questo può comportare poche vendite, quindi pochi guadagni.

Se volete guadagnarci, invece, costruite a tavolino la promozione come un prodotto da vendere sul mercato che deve farvi fatturare. Costruite tutte le strategie mirate al solo guadagno senza pensare ad altro.

I casi, come noterete, sono solo due. Averli entrambi è pura fortuna, a mio avviso – se si gioca pulito, perché se poi si usa la conoscenza della parentela, del contatto dell'amico del cognato del vicino del giornalaio del salumiere, allora parliamo di altre situazioni.

Si chiama onestà intellettuale. Non è di tutti, non fa per tutti, ma può fare la differenza su tutto.



Articolo a cura di Tiziana Iaccarino


Commenti