“La casa dei profumi dimenticati” è un romanzo che raccoglie la storia di due famiglie e che spazia dai vigneti della Francia a quelli del Chianti in Italia fino al Napa Valley in America.
Una storia che, nelle prime pagine, cattura perché il lettore si immedesima nella protagonista, giovane madre sola, la quale decide di tenere con sé sua figlia, malgrado non abbia rivelato alla famiglia di origine, la madre, e al padre della piccola, di essere diventata madre.
Sembra una storia molto turbolenta e, allo stesso tempo, appassionante senonché la nostra protagonista, alla fine della fiera, si rivela molto ricca, perché eredita l'azienda che le ha lasciato il padre e in parte quella della madre.
Accadono eventi contrastanti, tra pagine che raccontano sia il passato della madre della protagonista, che il presente con quest'ultima.
Caterina, la giovane di cui parliamo è una donna sola, comunque innamorata di Santo, il padre di sua figlia che, suo malgrado, si ritrova a dover affrontare una serie di difficoltà per stabilizzare la sua esistenza. Un po' come è accaduto a sua madre, a suo tempo.
Non sa cosa fare.
Non sa se sia meglio rimanere nella tenuta ereditata dal padre a Montalcino, in Italia, o tornare da sua madre, quella donna che, in un primo momento, non ha accettato sua nipote, e non ha voluto aiutare l sua stessa figlia.
C'è da dire che siamo anche negli anni '50 e che una donna sola, senza marito ma madre, è inaccettabile in una società ancora molto chiusa verso questo tipo di situazioni.
UN ROMANZO CHE HA MOLTE DISSONANZE
Il romanzo stava proseguendo bene ma, a un certo punto, ho trovato delle dissonanze, ho trovato delle enormi falle, contraddizioni non da poco, parti poco coerenti con il carattere dei protagonisti, che sembrano prima evitarsi, combattersi, poi amarsi, poi riunirsi, poi accettarsi, ma diventa una lotta impari perché Caterina custodisce un segreto fino alla fine e questo, forse, porterà a separarli per sempre.
Non mi sono piaciute alcune scene che ho trovato ripetitive e inutili, che aggiungevano situazioni poco attinenti con il dramma vissuto dalla protagonista spostando l'attenzione del lettore. Alcune circostanze, oltre a ciò, erano poco credibili, molto da soap opera, del tipo persone che scompaiono e poi riappaiono dal niente senza sapere come sia potuto accadere.
Non mi convince fino in fondo perché penso che un romanzo debba essere coerente nella storia dall'inizio alla fine.
Penso che in questa storia ci sia poca coerenza con le intenzioni della protagonista che, da eroina del riuscirò a cavarmela da sola si piega ai sentimenti e ai drammi familiari e poi addirittura vuole salvare tutti.
Mi sembra un po' troppo. Anche quando il cattivo della storia diventa addirittura un folle delinquente. Credo si sia calcato eccessivamente la mano.
LA MIA VALUTAZIONE








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