Ci avete fatto caso che, negli ultimi tempi, anzi da qualche anno a questa parte, sono nate fantomatiche “agenzie” tuttofare pronte a confezionare o almeno a realizzare il vostro libro autopubblicato su misura?
Un tempo l'editoria aveva bisogno di diverse figure professionali, quindi di: un editore, un editor, un correttore di bozze, una redazione completa con tanto di comitato di lettura, un ufficio stampa, un rappresentante di mercato, un libraio, un grafico, un traduttore, un organizzatore di eventi, ovviamente di scrittori, oltre che di agenti letterari.
Bene, se state cercando tutto questo in un'unica soluzione e bazzicate, un po' come tutti sui maggiori social, vi imbatterete in realtà davvero, assurdamente, convenienti - e non lo dico per scherzare - perché va di moda il tutto in uno.
INSOMMA...
Perché adoperarsi tanto a cercare una casa editrice? Un'agenzia letteraria? E perché, addirittura, intestardirsi nel voler fare tutto da soli soprattutto se ci si vuole autopubblicare?
SGANCIATE E I SERVIGI SONO PRONTI!
Ci sono tante di quelle persone disposte, per denaro ovvio, manco a dirlo, a cambiarvi persino il pannolone che la ricerca di una collaborazione fruttuosa, stavolta da entrambe le parti, non durerà a lungo. Per cui, non avrete alcun bisogno di faticare a capire come si fa un libro. C'è pure chi il libro ve lo scrive con l'AI, l'intelligenza artificiale, senza mettersi a perdere neanche il proprio tempo, magari ve lo aggiusta qua e là se ci sono degli errori, inevitabili per un programma che ancora ne deve fare di strada per arrivare alla perfezione, e voilà... il piatto è servito!
E poi, se proprio siete pignoli e volete un lavoro fatto come si deve e cercate, per esempio, un editor, sulla piazza ne troverete facilmente per poi scoprire, magari, che la stessa persona fa anche l'agente letterario, magari impartisce lezioni di editoria, magari crea corsi di scrittura, magari ha una scuola virtuale, magari un'agenzia che vi offre un intero pacchetto di servizi pronti a confezionarvi il libro che volete, quello che nessuno giudicherà sul serio ma che, se siete disposti a tutto pur di pubblicarlo, vi farà spendere dei soldi. Chiaro, no?
E poi, oggi come oggi, ci sono persino delle blogger, che prima erano solo tali, pronte a creare eventi, a realizzare corsi, a re-inventarsi in mestieri e mestieri – con quale titolo non si sa – con i quali sono capaci di servirvi e riverirvi, magari lusingarvi, facendovi credere di aver scritto una storia di valore, che va assolutamente pubblicata.
Che ci vuole?
Se fanno anche gli Author Coach possono starvi dietro in tutto il percorso neanche tanto complicato, a dire il vero, di autopubblicazione.
Non so quanto potreste spendere. Ma magari rivolgendovi alla stessa persona riuscite a farvi realizzare anche una bella copertina, a farvi creare dei contenuti adatti alla promozione online del vostro libro, quando sarà stato pubblicato. Insomma, potrete pagare la stessa persona o le stesse persone per un servizio completo, senza cercare nessun altro, senza complicarvi la vita. Che ci vuole?
I social sono oberati di persone che sono disposte a servire e riverire chi li paga per cui, in questo modo, pubblicare un libro diventa davvero un gioco da ragazzi, un passatempo, un divertimento, che tutti, pure il salumiere sotto casa, può fare in pochi semplici passi.
Sì, MA CHI FA COSA?
Magari dopo sarete soddisfatti, anche se non avrete capito i ruoli. Non avrete bene inteso chi fa cosa, chi è adatto a fare cosa, chi è capace a fare cosa, chi è consapevole di fare cosa, chi può veramente aiutarvi, o vi è stato di aiuto, a fare cosa.
Sarete confusi. Più confusi che mai, perché tutto ciò che avrete capito è che pagando otterrete ciò che volete come da tutte le parti.
Quindi, dove sta il fascino della scrittura e della pubblicazione? Cosa rimane della bellezza di una storia raccontata con amore, con passione, con fervore, credendo nei buoni principi della scrittura e della pubblicazione? Cosa rimane di chi crede ancora che esiste un mondo dove è possibile fare qualcosa di bello senza sottostare a compromessi di ogni genere?
UN CONSIGLIO?
Affidatevi solo a persone competenti che facciano un unico mestiere e lo facciano bene.
Un editore fa l'editore e dirige una casa editrice. Il resto compete ad altri. Anche se nelle piccole case editrici esistono solo due o tre persone che si dividono tremila compiti, va detto che questo modus operandi svilisce il settore, per quanto serva a risparmiare, a non pagare risorse, dipendenti, collaboratori, e penalizza, allo stesso tempo, chi si propone con un libro. Sì, perché quelle due o tre persone, in primo luogo non riusciranno a fare tutto da sole, poi ci metteranno il doppio, il triplo del tempo per seguire un progetto che magari aveva bisogno di molta meno attività e impresa.
Un editor – che è tutt'altra figura professionale – fa l'editor, non può fare bene anche il grafico, o addirittura l'Author Coach.
Un traduttore traduce, non può servirvi a sviluppare una storia ancora da costruire.
Un grafico si occupa della copertina, non può aiutarvi a creare una strategia di marketing per vendere il vostro libro.
Un libraio vende i libri, non li rappresenta presso le case editrici, quello lo fanno gli agenti letterari.
Un blogger può scrivere un articoletto per aiutarvi nella promozione amatoriale del vostro libro, magari ve lo recensisce dopo un'attenta lettura, può parlarne sui suoi canali social. Niente di più.
Fonte foto: pixabay.
A MENO CHE...
Un persona con un titolo preciso sia preparata anche a fare cose diverse. Per esempio, un laureando in letteratura si sta specializzando in editoria e comunicazione e vuole fare il giornalista letterario, così si prepara per lavorare nell'ufficio stampa di una casa editrice. Magari, se frequenta anche un corso intensivo di editing e correzione di bozze potrà fare persino quello, ma sicuramente questo non accade dalla sera alla mattina e sicuramente non accade se dal giorno prima faceva tutt'altro.
Convenite con me?
Articolo a cura di Tiziana Iaccarino




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