La domanda che mi pongo in continuazione è : Siamo davvero – tutti - pronti a usare l'intelligenza artificiale?
Non saprei rispondere, sinceramente.
E non perché ormai non sia una realtà sempre più alla portata di tutti, o perché non la si usi già a sufficienza e non si percorrano determinate tappe, ma perché penso che questa nuova occasione regalata dal progresso sia un'arma a doppio taglio.
Se da una parte può rivelarsi vantaggiosa, interessante, molto importante e, in alcuni casi, addirittura salvifica, in altri potrebbe dimostrarsi persino pericolosa se utilizzata male o se finisce in mani sbagliate.
A quanto pare, la legge sembra voler andare di pari passo con l'utilizzo della stessa, anche perché ormai sui social – e non solo su quelli – non si ha più la cognizione di ciò che sia vero e di ciò che non lo sia, di ciò che possa aiutare ed essere di beneficio da ciò che può favorire invece l'incremento di imbrogli e truffe belle e buone.
CONOSCI LA LEGGE 132/2025 ?
Il 25 settembre 2025 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 132/2025, recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale” la quale recita:
Per quanto concerne l’utilizzo di sistemi di AI nelle professioni intellettuali, si precisa che quest’ultimo può essere finalizzato solo all’esercizio delle attività strumentali e di supporto all’attività professionale e che, in ogni caso, il lavoro intellettuale oggetto della prestazione d’opera dovrà risultare prevalente rispetto all’apporto dell’AI.
Il professionista intellettuale è tenuto, peraltro, a comunicare al soggetto destinatario della prestazione le informazioni relative ai sistemi di AI impiegati, ricorrendo ad un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
Cosa ci dice questa parte della legge?
Che i liberi professionisti, tra i quali ci sono ovviamente gli artisti – e di conseguenza gli scrittori – devono rendere chiaro il messsaggio che stanno dando al pubblico, dichiarando in modo esplicito se un'opera da loro ideata è stata realizzata in parte o per intero con l'ausilio di programmi previsti con l'intelligenza artificiale (AI).
A DIRE LA VERITÀ...
io faccio fatica ad adeguarmi all'introduzione dell'AI in ogni ambito della nostra vita benché, in alcuni casi, questa porti vantaggi, grandi cambiamenti anche in senso pratico e un supporto di notevole importanza in alcuni ambiti. C'è da dire però che, come tutte le cose, se usate male, può diventare controproducente e dannosa.
In ambito artistico penso sia un supporto notevole se rimane ai margini, ovvero se le persone non si lasciano sostituire da questa innovazione. E sono convinta che chi scrive e pubblica libri debba sempre chiarire all'interno degli stessi, e non solo, quando vengono scritti e/o realizzati con l'ausilio o addirittura interamente con l'AI per una forma di rispetto e di trasparenza nei confronti dei lettori. Anzi, questa cosa andrebbe specificata in tutte le prestazioni artistiche e culturali.
E voi, cosa ne pensate?
Articolo a cura di Tiziana Iaccarino
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