Trial - serie 4four.

Trial” è il secondo volume della serie “4Four” dell'autrice Tiziana Lia, che è tornata a pubblicare dopo tanto tempo.

In questi quattro volumi di cui vi ho parlato già in precedenza, in occasione della recensione del primo libro (Bound), si raccontano le rocabolesche avventure di quattro amici legati da un destino simile per quanto individuale.

Se in “Bound” avevamo conosciuto l'eclettico Nathan, che a me era piaciuto molto, nel secondo conosciamo Alex, uno sportivo a tutti gli effetti, ma anche uno sciupafemmine, un donnaiolo, che si differenzia dal primo sia per la verve che per il carisma.

La storia di “Trial” non ha niente a che fare con quella di “Bound”, anche se entrambe possono essere classificate come Sport Romance in quanto si parla di avventure legate ad attività sportive a livello agonistico.

Alex, dicevo, è molto diverso da Nathan.

Il primo aveva un fascino, a tratti sorprendente, che mi ha da subito catturato, mentre il secondo ha un carattere difficile, è testardo e molto autoritario. Non accetta l'evoluzione femminile e darà del filo da torcere ad Andrea, una ragazza che corre, proprio come lui, sulle auto da Rally.

L'INCONTRO.

I due si conoscono a seguito di un incidente avvenuto, durante una gara, al team di Alex al quale, però, poi viene a mancare un collaboratore, un navigatore per la precisione, come lo si chiama in gergo automobilistico, ovvero una persona che gli indichi con precisione millimetrica il percorso che deve fare curva per curva. Tuttavia, Alex non riesce ad accettare di dover contrattare una donna, soprattutto perché questo ferisce il suo ego. Lui ha sempre considerato le donne come oggetto del desiderio e niente altro nella sua vita.

UNA STORIA PER LE AMANTI DEL GENERE.

Questa storia, nella quale predomina lo sport, è perfetta per le lettrici che amano gli Sport Romance in quanto si ritroveranno nel mondo delle corse automobilistiche e di tutto ciò che concerne le stesse con due protagonisti di tutto rispetto.

Alex e Andrea si piacciono al primo sguardo, tuttavia faticano a riconoscerlo e a riconoscersi, amano la stessa attività, la praticano, ci lavorano, hanno modo di collaborare eppure non si sopportano, se non fosse per l'attrazione fisica che l'uno prova verso l'altra, e viceversa.

I DIALOGI SONO PREDOMINANTI. 

In questo romanzo troverete molti dialoghi, gradevoli, divertenti, apparentemente messi lì per intrattenere, a volte interessanti, in altri punti discutibili - quando per esempio ci sono donne che parlano di sesso con frasi a volte volgari che, personalmente, ho trovato fuori luogo nel loro contesto - e i personaggi si muovono solo se accompagnati dagli stessi o in funzione di essi

L'autrice stessa non risparmia alcune frasi che non aggiungono e non tolgono niente alla storia in sé, come si dice in queste circostanze, ma che sembrano messe lì per colpire le lettrici con una terminologia poco consona al contesto. 

COSA NON MI HA CONVINTO DELLA STORIA.

Ciò che non mi ha convinto al cento per cento in questa storia, che definisco fin troppo sport oltre che molto spicy, è l'aver trovato due protagonisti soprattutto concentrati sull'aspetto esteriore dell'altro - che l'autrice non perde occasione di descrivere anche in modo impeccabile, ma a volte non necessario ai fini della trama, a mio avviso. 

Se da una parte Alex, che è un maschilista, trova Andrea attraente perché intenzionato ad assecondare le sue voglie da maschio alfa dall'altra chi dovrebbe differenziarsi e inorgoglire le lettrici, la protagonista, in quanto donna, si fa abbindolare dalla prestanza fisica di lui, come se non vedesse un uomo da secoli.  

Avrei voluto una protagonista femminile, sì, combattiva e dignitosamente all'altezza del suo partner ma anche di carattere, che non si fa circuire dall'aspetto fisico di un uomo così da agire e reagire alle circostanze in cui finisce col trovarsi. 

DONNE COME UOMINI E UOMINI COME DONNE.  

In troppi romanzi a tinte rosa denoto questo comportamento da parte delle protagoniste femminili che, al primo approccio, se non sono in cerca di un uomo, sembrano esserlo, cadendo nella trappola dell'attrattività e dell'estetica dell'altro genere. Non vengono catturate dall'intelligenza, dal carattere o dalla maturità, dalle esperienze di vita o magari da un comportamento che le salva in qualche modo dai loro fantasmi, ma soltanto dai muscoli, da ciò che un corpo può offrire loro cadendo quindi nello stesso cliché di un comportamento maschile verso l'altro sesso. 

PROTAGONISTI SEMPRE PERFETTI.

C'è da dire che nei romance in giro, non escluso questo, c'è una costante precisa: i protagonisti sono degli esseri umani perfetti. Non hanno mai difetti estetici, mai difetti fisici, mai veri, grossi difetti caratteriali che li diversificano gli uni dagli altri. In questo modo chi scrive è libero di metterli su un piedistallo affinché le lettrici li idealizzino e restino in loro costante adorazione. 

Così li si descrive come adoni o come dee nel loro fisico statuario, nel loro portamento strafottente, nel loro modo di gestire l'esternazione di sé dando luogo all'attrazione da parte dell'altro sesso. A sbavare, in questo modo, non è solo lui nei confronti di lei e viceversa, ma anche le lettrici. Seguendo questo modus operandi si rende la parte intima di un rapporto di coppia un'ulteriore protagonista, lasciando sullo sfondo i sentimenti, che poi nascono o vengono raccontati in seguito, magari per giustificare la rapidità di ciò che avviene tra i due, così chi legge può considerare lui un bravo ragazzo e lei una che ha ceduto al fascino maschile, ma che poi si è innamorata

Credo che estremizzare l'adorazione dell'aspetto a scapito dell'innamoramento, evento che accade con comodo, danneggi i contenuti e li renda servili e disfunzionali in una trama costruita su determinati cardini soltanto per compiacere una schiera di lettrici. 

CONSIDERAZIONI FINALI: LA TRAMA C'È MA ...

C'è da dire che, dietro a tutto ciò, per fortuna c'è una trama ben delineata, la quale però emerge e viene esplorata solo nella seconda parte della storia con un pizzico di spying - spionaggio - che non guasta, ma che si fa davvero attendere. Eppure,  l'intreccio presente nella storia avrebbe potuto essere il fulcro centrale della stessa, così da evitare alla parte piccante del rapporto tra i due di prendere il sopravvento in dettagli  fin troppo audaci - e con frasi che si sarebbero potute evitare - e di ripetersi in modo prevedibile e ridondante. Una parte calda che avrebbe potuto essere un buon contorno, ma non il piatto principale visto che è presente con costante insistenza dall'inizio alla fine. 

 

LA MIA VALUTAZIONE


 


Commenti