“La colpevole” è il nuovissimo thriller psicologico della scrittrice B.A. Paris, famosissima in tutto il mondo per la sua destrezza nel raccontare storie di grande impatto emotivo e di forte suspence.
Io ho letto tutti i suoi thriller e devo dire che erano molto interessanti (i miei preferiti “La coppia perfetta” e “Il dilemma”, veri thriller psicologici).
Questo libro più recente aveva tutte le premesse per catturare la mia curiosità e attenzione, per farsi divorare, pagina dopo pagina, per costringermi in una full-immersion, così da conoscere al meglio la vita di una protagonista dalla doppia identità e da un passato più che turbolento.
UNA PROTAGONISTA DALLA DOPPIA IDENTITÀ.
L'opera è strutturata molto bene; a fasi alterne racconta il presente e il passato di Elle, che ora si fa chiamare Nell, una ragazza con un passato da nascondere e una vita da ricominciare.
Ci sono poi i quaderni, le dichiarazioni di chi la vuole far fuori per chissà quali motivi.
Da dove arriva la vera minaccia e chi è che la perseguita? È una persona che fa parte del suo passato o del suo presente?
Queste e molte altre domande saranno inevibili nel corso della lettura di che vi catturerà e che vi porterà alla sorpresa dell'ultimo capitolo dove i nodi verranno tutti al pettine.
UN THRILLER POCO CONVINCENTE.
A mio parere questo thriller non è stato strutturato come i precedenti, che erano molto meno crudi e molto più coinvolgenti, oltre a permettere di affezionarsi e a empatizzare con i personaggi in relazione ai loro drammi personali.
In questo caso non mi sono sentita in empatia con la protagonista, che ha sicuramente delle problematiche legate al suo passato, ma che affronta la realtà con molta angoscia e una sorta di istinto persecutorio.
Si sente perseguitata ma, a sua volta, perseguita.
Non si sente compresa da chi ama ma, a sua volta, non comprende lei stessa.
Si sente in colpa per determinati motivi ma, a sua volta, si rende colpevole nei confronti di altri.
Non è una vittima, questo è certo, ma non è neanche così indifesa come potrebbe apparire di primo acchito.
Sembra quasi che Elle goda nel soffrire, nel tormentarsi, nello stare male, nel sentirsi inadeguata in tutte le situazioni, nel cercare guai, e nel mettersi nei casini con tutte le scarpe con una facilità incredibile.
Molte sue azioni, a mio parere, non reggono e non motivano a tal punto la trama da renderla considerevolmente adeguata a un thriller di spessore.
LA TRAMA REGGE SU BASI POCO SOLIDE.
È come se la storia reggesse su travi molto mobili, poco credibili, e in alcuni casi per nulla gestibili e non così tanto giustificabili.
Credo che la scrittrice abbia fatto di meglio e che in futuro possa dare un'occhiata al passato per tornare a farci appassionare alle sue storie in modo molto più significativo e meno sprovveduto.
LA MIA VALUTAZIONE








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