Tropes e trombate varie.

Sembra un titolo proprio brutto, il mio. Lo so. Ma è una sorta di provocazione, in realtà, perché cerca di stimolare la vostra curiosità ed è un invito alla riflessione, oltre che un'intenzione, malriuscita?, di sintetizzare la realtà che sta dilagando nel mercato, proprio mercato, dei libri per farlo sembrare più figo di quello che è.

Insomma, si cerca di vendere e di svendere al miglior offerente, ovvero il pubblico, la gente, i lettori, le lettrici, chi volete voi, una certa qualità, un certo livello, una certa differenziazione, una certa voglia di originalità, di miglioramento, anzi di cambiamento nell'editoria, che in realtà, non c'è.

Eh sì, la parola d'ordine dovrebbe essere proprio: cambiamento. Invece, nulla cambia, e nulla in questi anni sembra essere di molto cambiato. Sono stati semplicemente inventati dei generi e sottogeneri per giustificare ingredienti malamente amalgamati e storie tutte uguali che vogliono sembrare, e essere vendute, come diverse. NUOVE.



Cominciamo dal principio.

Che cosa sono i tropes?

I tropes sono gli elementi principali contenuti in una storia, una sorta di argomenti intorno ai quali ruota un intero libro. Questa moda è stata importata, manco a dirlo, dagli Stati Uniti, dove tutto sembra magnificamente avanti, in, divertente, assolutamente originale, oltre che geniale e fuori ogni discussione. Invece...

Beh... usiamo un attimo la nostra testa per capire cosa stiamo importando, qualche volta, prima di importarlo, vorrei tanto dire.

Ma dov'è la novità in storie che contengono, a ripetizione e in continuazione, senza sosta, gli stessi elementi?

Ditemi dove sta la novità, a ogni pubblicazione, che contiene questi e molti altri elementi simili a questi:

  • Enemies to lovers: Due personaggi che all'inizio si detestano finiscono per innamorarsi.
  •  Love triangle: Un personaggio è coinvolto romanticamente con due persone contemporaneamente.
  •  Fake dating: I protagonisti fingono di stare insieme, ma in seguito si innamorano veramente.
  •  Forced proximity: I personaggi sono costretti a stare vicini a causa di circostanze esterne.
  •  Friends to lovers: Due migliori amici si innamorano.
  •  Grumpy x sunshine: Un personaggio scontroso e un personaggio solare si innamorano.
  •  Found family: Un gruppo di individui che non sono imparentati formano un legame familiare.
  •  Chose one: Un eroe prescelto è destinato a compiere una grande impresa.
  •  Rags to riches: Un personaggio povero raggiunge successo e ricchezza.
  •  Second chance: Una seconda possibilità viene data a una relazione passata.
  •  Fake relationship: Due personaggi fingono di essere in una relazione romantica.
  •  Brother's best friends: La protagonista si innamora del miglior amico del fratello.
  •  College romance: storia d'amore ambientata in un college.
  •  Fake marriage: Finto matrimonio al centro della trama.
  •  Impossible love: Un amore impossibile.
  •  First love: Storia che nasce dal primo amore.
  • Age gap: Storia tra due che hanno una grossa differenza di età. 


SE CONOSCIAMO L'ELEMENTO PRINCIPALE.

Adesso, senza alcun bisogno di proseguire questa sorta di elenco, ne ho elencati solo alcuni, scoprirete che moltissimi romanzi, anche venduti in libreria, ripetono sempre questi argomenti. Le trame, in pratica, sono costruite principalmente su questi temi. E il bello è che si ripetono in continuazione.

Quindi una lettrice che conosce prima un trope, ovvero l'argomento principale su cui si fonda un intero romanzo, in pratica sa già di cosa tratta quel romanzo. Sa bene cosa troverà e non avrà alcuna sorpresa. Non si potrà sorprendere perché nel rivelare il tema principale dal quale, bene inteso, non si sfugge, si è rivelata la storia, che è principalmente a lieto fine, che si sta vendendo per nuova.

Mi domando e chiedo: che gusto c'è nel leggere storie di cui si conosce già l'elemento principale capace di portare in modo scontato al classico lieto fine?

Se mi dicono: il trope di questo romanzo è First love, io già so a priori che si tratta di un primo amore. Quindi, do importanza alla trama? La leggo, non la leggo? Ma poi, se anche la leggessi, cosa cambierebbe se so già attorno a quale argomento si evolve tutta la faccenda? Se già so cosa devo aspettarmi? 

SINCERAMENTE...

Sinceramente, questa moda dei tropes che vuole scimmiottare, a tutti i costi, ciò che fanno oltreoceano, con milioni di altre cose che per anni, fatte dagli americani, ci sono sembrate sempre più belle e più fighe, in realtà non fa che evidenziare la nostra mancanza di fantasia, la voglia di imitare ma di non creare. Perché è comodo imitare, copiare, doppiare, fare ugualmente, così non si perde tempo a creare. Perché creare costringe a pensare, a faticare con la mente. Ma vogliamo davvero perdere tempo a pensare con la nostra testa in un'epoca in cui si usa l'AI anche per andare al gabinetto così da farci dire da una macchina quante volte sia necessario andarci?

La domanda che mi viene spontanea, a questo punto, e riguarda milioni di altre argomentazioni è: cosa stiamo diventando? Dove vogliamo arrivare? Cosa vogliamo fare della nostra intelligenza? Vogliamo che venga sostituita da altri, da altro? Siete sicuri? Siete convinti che non sia più il caso di usare la vostra testa? Quella che vi hanno dotato in natura e di cui sarebbe logico e meglio fare uso, e soprattutto buon uso?

Adeguarsi ai tempi che cambiano, al progresso, a quello che volete voi, dovrebbe renderci migliori, capaci, autonomi, individui ma non automi. Ve ne rendete conto? 

Sapete dirmi la vostra? 



Articolo a cura di Tiziana Iaccarino

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