“Le piccole libertà” è un romanzo della scrittrice Lorenza Gentile che sto scoprendo nell'andare mano a mano a leggere le sue opere più recenti e passate.
Sono contenta di aver letto questa storia di cui avevo sentito parlare molto bene, per quanto un giudizio può essere sempre molto soggettivo, quando si tratta di recensire o di parlare di un'opera che si è letto.
UNA PROTAGONISTA ALLA RICERCA DI SE STESSA.
In questo romanzo scritto in prima persona troviamo una protagonista, Oliva, che sembra lasciarsi trascinare dagli eventi, da ciò che le succede di bello o di brutto nella vita di tutti i giorni. È una lavoratrice precaria, è sul punto di sposarsi, è sempre a dieta, ha dei genitori alquanto severi e due profondi dolori, quello di un fratello scomparso in modo prematuro e di una zia che si è allontanata per sempre dalla sua famiglia.
Oliva si sente sempre a disagio quando si tratta di accontentare gli altri, di far qualcosa che renda felice i suoi genitori o il suo fidanzato Bernardo, un giovane e promettente avvocato che la vuole in moglie e ha già organizzato la loro vita da sposati e un futuro apparentemente appagante.
Peccato che Oliva si senta soffocata dalla sua routine, al punto che in psicoterapia le consigliano di seguire l'onda della vita, di fare ciò che sente, di cavalcarla quell'onda e di lasciarsi portare lì dove potrebbe sentirsi meglio.
Ogni cosa sembra scorrere come al solito almeno fino a quando un giorno non le arriva un messaggio da parte di sua zia Vivienne che è a Parigi dove la invita a un vero e proprio appuntamento, perché deve dirle delle cose inconfessabili. Sua zia, che ha tagliato i ponti con il resto della famiglia e con il fratello - che è il padre della protagonista - ha voluto rimanere single, libera, senza avere alcuna responsabilità né fare una vita ordinaria.
Oliva sente che la donna possa essere la chiave in grado di svelare i misteri celati dalla sua famiglia, i lunghi silenzi dei genitori, le cose che non si sono mai sapute, le verità mai raccontate, e vuole raggiungerla affinché i nodi vengano tutti al pettine.
Partire per Parigi significa iniziare una lunga, grande avventura alla ricerca di una tanto sospirata verità, anche se per trovarla dovrà superare molti ostacoli, avversità che non pensava mai di poter affrontare e soprattutto cominciare a vivere sul serio.
La grande verità arriverà dopo aver conosciuto persone e situazioni che mai credeva di poter avvicinare e soprattutto dopo aver riscoperto se stessa, i suoi desideri più reconditi e la sua voglia di libertà, o di tante piccole libertà che, messe assieme, diventano grandi conquiste.
SE DOVESSI TROVARE UN DIFETTO ALLA STORIA...
direi che non mi è piaciuta l'estenuante ricerca della zia che compie apparentemente , ma lo scoprirete leggendo l'opera, gesti che trovo assurdi o poco credibili e nei quali Oliva sembra credere per cadere in tante piccole trappole. Forse mi sarebbe piaciuta una protagonista di maggior carattere e quindi un'evoluzione della trama che arrivasse al finale in maniera diversa. Anche perché il miscuglio di esperienze fatte fare alla protagonista sì, la fanno evolvere caratterialmente, ma crea anche una certa confusione, un di più non così necessario ai fini della storia.
UNA SCRITTURA SCORREVOLE, LINEARE, SEMPLICE.
Quella di Lorenza Gentile è una scrittura sempre molto semplice, scorrevole, lineare, gentile per fare appello al suo cognome.
Le sue protagoniste sono tutte donne non risolte che cercano il loro posto nel mondo, che vogliono trovarlo attraverso la riscoperta delle origini, del proprio io, della coscienza e delle loro personali verità, nella speranza di vedere le cose in maniera diversa e non come il mondo le ha abituate a vederle.
Mi piace il suo modo di raccontare avventure sempre diverse permettendo al lettore di seguire le orme di ogni singola protagonista per poi scoprire che le loro ansie, i loro dubbi, le loro paure, le loro prospettive di vita possono essere similari a quelle di molte di noi.
LA MIA VALUTAZIONE








Commenti
Posta un commento