“Otto volte sì” è una commedia romantica dell'autrice Oriana Turus.
Ho notato la promozione di quest'opera targata Land Editore sui social pertanto, spinta da una sana curiosità, l'ho acquistata molto interessata a scoprirne la storia.
Devo dire che la promozione è stata strategica, la cover è bella e la trama appare interessante.
UNA STORIA LENTA E RIPETITIVA.
La storia dei tentativi falliti della protagonista, Diana, di convolare a giuste nozze con Nathan, però, si presenta alquanto lenta, con un concetto davvero troppo ripetuto e dai dialoghi piuttosto infantili per due adulti.
Lei è bloccata all'idea di sposarsi, soffre di crisi di ansia e paure immotivate, anche se sta con lui da moltissimo tempo, mentre lui continua a dare ulteriori chances a lei, riprovando a sposarla, e coinvolgendo nei preparativi, ogni volta, per ben otto volte, anche i genitori.
CHI SONO I PROTAGONISTI?
Ciò che mi sorprende è che l'autrice avrebbe potuto raccontarci molto di più - e molto meglio - ciò che è avvenuto nel passato dei due protagonisti. Le paure di lei da dove nascono? Esattamente com'è stata la sua infanzia? Perché è bloccata all'idea di sposarsi? Si liquida tutto con spiegazioni superficiali che non ci dicono niente di rilevante.
Per quel che concerne Nathan il discorso è lo stesso. Chi è Nathan? Perché accetta tutto questo? Perché vuole a ogni costo solo Diana?
Ripeto. A parte spiegazioni e racconti molto superficiali non c'è nulla di più.
LA TRAMA NON C'É.
La trama è questa. Niente di più. Niente di meno.
Si raccontano i trascorsi dei due sposini. I motivi per i quali sembrano arrivati a un punto di non ritorno e soprattutto i tentativi di sposarsi per ben otto volte, girando e rigirando sempre attorno agli stessi argomenti e alle stesse circostanze.
Non capisco lei.
Se non sei convinta di sposarti. Non sposarti. Punto.
Non capisco lui.
Se la sposa non ce la fa, non insistere. Non ha nessun senso.
Perché dover soffrire in una storia che sembra forzata ad arrivare all'altare a tutti i costi?
AVREI SPERATO...
A dir la verità, avrei sperato di trovare una storia che raccontasse di tradimenti e perdono, di intrighi e sotterfugi, di fughe romantiche e riconciliazioni imprevedibili, invece ho trovato scene molto scontate, dialoghi banali e nessun colpo di scena. Niente che giustificasse questo continuo ripetere dei tentativi di matrimonio poco credibili.
Se una persona non ce la fa, perché insistere? Perché riprovarci? Non ha alcun senso logico. E non capisco neanche l'insistenza dei due sia nel volersi sposare - perché non convivere e basta? - e sia nel voler ripetere l'esperienza anche se non sembrano riuscirci.
LA MIA VALUTAZIONE









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