La professione del self-publisher diventa molto più libera e più usuale di quel che potreste immaginare.

Se pensate che i nuovi self-publisher (ovvero gli scrittori, o aspiranti tali, che scelgono di autopubblicarsi) siano degli impavidi scribacchini in vena di creare dal niente storie noiose e mal presentate, vi sbagliate di grosso.

I tempi sono decisamente cambiati e, se una volta il self-publishing veniva visto come l'ultima spiaggia per uno scrittore, nel mondo dell'editoria, oggi la situazione è decisamente un'altra.

Spesso delusi dal trattamento riservato loro dalle case editrici, piccole o grandi che siano, da contratti capestro, da royalty mai pagate, da distribuzione inesistente, da promozione neanche minimamente accordata, gli scrittori odierni hanno trovato nel self-publishing un mezzo capace di dar loro la soddisfazione di venire apprezzati da un pubblico sempre più vasto (quello di internet) dato che si acquista molto on line, ormai, e da piattaforme di pubblicazione e vendita che offrono loro sia guadagni cospicui che opportunità di distribuzione e di promozione molto vantaggiose.

Chi pensa che oggi per autopubblicarsi debba pagare le solite tipografie o dei fantomatici pubblicatori (che si fanno chiamare all'inglese publisher), continua a sbagliarsi, soprattutto se accetta condizioni a proprio svantaggio, lasciandosi convincere da frasi a effetto contenute in annunci pubblicitari trovati magari per caso sui social network.

Oggi c'è la possibilità di autopubblicarsi a costo zero (sì, avete capito proprio bene!) sia in eBook che in cartaceo, senza sborsare altro, per quanto riguarda il formato cartaceo, che i soli soldi (esigui, aggiungerei) di stampa e di spedizione a casa dei libri.

Ci sono piattaforme di pubblicazione e vendita che offrono gratuitamente la registrazione del testo con ISBN (il famoso codice a barre che permette la commercializzazione di qualunque tipo di prodotto sul mercato) e la possibilità di costruire il libro stesso dalla copertina all'impaginazione con programmi prestabiliti e file fac-simile in grado di dare l'opportunità di risparmiare su una parte della creazione materiale dello stesso.

Certo è che non si può sempre e solo risparmiare: un minimo di investimento da parte dell'autore (anche self) è consigliabile, soprattutto quando si tratta di far correggere da un buon editor il suo libro e di promuovere la storia, una volta pubblicata.

I mezzi sono tanti e si possono valutare con tutto il rigore e la serietà del caso, con tutte le possibilità che offrono i liberi professionisti spesso anche molto giovani, perché ancora in fase di studio, e chi può dare un contributo qualitativamente buono a un romanzo.

Non lasciatevi ingannare, quindi, dalle false promesse di case editrici che vi fanno credere quanto saranno brave a portarvi in libreria nel giro di pochi mesi o che addirittura chiedono soldi per pubblicarvi sia in eBook che in cartaceo, perché sarete lasciati da soli ad affrontare un'affascinante, ma anche insidiosa avventura nel mondo editoriale. Un mondo non semplice da capire e nel quale gestirsi, se non lo si conosce e soprattutto se non si è preparati a ciò che può attendervi.

La gavetta, in certi casi, è un periodo di tempo formidabile, perché aiuta a imparare e a gestire i propri errori, a cadere e a rialzarsi, ma soprattutto a maturare sia come scrittori che come liberi professionisti, a migliorare in tutti i sensi, perché scrivere oggi è diventato davvero un mestiere serio e se lo si fa con cognizione di causa, impegno, precisione e professionalità può diventare una fonte di guadagno non indifferente.

E voi... avete mai creduto che il settore editoriale sarebbe tanto cambiato nei decenni?



Consigli e curiosità.

Se hai bisogno di consulenza e di ragguagli in merito all'argomento trattato in questo articolo, contattami alla e-mail: tiziana.iaccarino@gmail.com e segui il canale Autori e Scrittura su YouTube per saperne di più!

 

Tiziana Iaccarino.

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